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Curiosit
Scritto da ventus85   

 

 Ape ambulanzaEcco una serie di usanze e fatti storici che fanno conoscere un lato spesso nascosto di questa e di altre Confraternite.


-La divisa storica
-I nostri patroni: San Leopoldo e Santa Lucia
-La storia del 118
-Il labaro
-Le sette opere di misericordia corporali

-Il libro sulla Misericordia
-Il giornalino della Misericordia
-Le torte di Osvaldo

 

 

La divisa storica

La divisa storica

La divisa è nata perchè colui che riceveva il soccorso non doveva riconoscere colui che lo aiutava (essendo artefice di un'opera di Dio) e colui che la indossava non doveva richiedere alcun compenso.
LA CAPPA : Consiste in una veste di tela nera lunga fino al collo del piede (in modo da nascondere gli abiti indossati, che potevano, in qualche modo, far riconoscere la casta di chi compiva l’opera di volontariato).
LA BUFFA : Della stessa stoffa della veste e a questa cucita, serviva a coprire la faccia di chi compiva l’opera di volontariato.
IL SARROCCHINO : E’ un pezzo di pelle nera di forma circolare che serve per proteggersi dalla pioggia e per trasportare meglio i pesi sulle spalle.
IL CAPPELLO : Con larghe tese, legato sotto il mento serviva per ripararsi il capo dalla pioggia.
IL BORDONE : Robusto bastone dalla punta metallica, aveva sulla parte superiore una ripresa che serviva da appoggio per la mano durante il cammino e sulle sommità un gancio su cui appendere la zucca con l’acqua per il viaggio o la bisaccia.
IL CORDIGLIO : Serve per cingersi i fianchi, e da questa pende una corona del S. Rosario; è il sistema di dire tutti la stessa cosa, il pregar Maria, camminando insieme.

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I nostri patroni: San Leopoldo e S.Lucia

Santa Lucia Nato a Melk, nel 1073, da un altro Leopoldo, egli venne educato dal monaco Altmanno, santo Vescovo di Passau. Succedendo sul trono al padre, la sua prima preoccupazione fu quella di appoggiare i diritti della Chiesa e di promuovere con ogni forza quella riforma dello spirito religioso e dei costumi ecclesiastici, auspicata da tutti i migliori spiriti del tempo. Alleato dell'Imperatore di Germania Enrico V, che in un primo tempo pareva favorevole a Roma e si era ribellato al padre Enrico IV, scomunicato dal Papa, ne ebbe in sposa la imperial sorella, vedova di Federico di Hohenstaufen. Dal primo marito ella aveva avuto tre figli. Da Leopoldo ne ebbe altri diciotto, i quali, una volta cresciuti, popolarono conventi, monasteri e vescovadi come una vera e propria seminagione di virtù. La sua vita privata, come quella della moglie, fu degna di un asceta, e i quaranta anni del suo regno furono giusti e prosperosi, per quanto dovesse guerreggiare contro gli Ungheresi ' che finalmente sconfisse. li popolo lo chiamò Leopoldo il Pio, e, con un attributo spesso usato, " Padre dei poveri ". Alla morte di Enrico V venne proposto come Imperatore di Germania. Egli vi rinunziò, e scese in Italia al fianco al neo-eletto Imperatore Lotario III. La sua più costante cura fu quella di fondare o di dotare chiese e monasteri. Aiutò generosamente il monastero di Melk, sua città natale, e fondò quello di Neuburg, dove riposò nella pace della morte. Ma gloria ancor maggiore doveva venire al Santo Margravio d'Austria dalla fondazione di quella che fu dapprima una semplice cappella, o " cella ", dedicata alla Vergine, e che poi, sotto la guida dei monaci benedettini, col nome di Mariazell, divenne famosa come il più antico e il più importante santuario mariano di tutta l'Austria. Attorno ad una prodigiosa immagine della Madonna, il monastero costruito sulle amene montagne della Stiria si ingrandì e si abbellì. I regnanti austriaci si gloriarono di esserne i munifici e devoti protettori, permettendo al santuario di arricchirsi d'opere d'arte, di biblioteche e di attività benefiche. Migliorarono le vie d'accesso a Mariazell, costruendovi chiese e conventi per i pellegrini ed alzando lungo il percorso devote edicole mariane. Su queste strade, anche i Sovrani e gli Imperatori si fecero pellegrini, per pregare, onorare o ringraziare la Madonna della sua protezione al popolo austriaco. Le centinaia di migliaia di pellegrini e di turisti che anche oggi si recano a Mariazell, non dovrebbero perciò dimenticare il nome del devoto fondatore del santuario, San Leopoldo Margravio d'Austria, che mori nel 1136 in mezzo a grandissimo compianto, e che ancora viene giustamente considerato come Patrono dell'Austria cattolica.
Viene festeggiato il 15 novembre.

Santa Lucia Nata a Siracusa nel 283 c.a. viene venerata sia dalla Chiesa cattolica sia dalla Chiesa ortodossa.
Apparteneva ad una ricca famiglia, fu promessa in sposa ad un pagano. In occasione di un viaggio sul sepolcro di S.Agata presso Agata, per salvare la vita della madre, pronunciò il vito di verginità.
Alla guarigione della madre Lucia decise di distribuire i beni ai poveri e di rinunciare al matrimonio.
In seguito a questo fu sottoposta a delle torture: fu trascinata dai buoi, cosparsa di pece ardente e posta sulla brace. Ma le fiamme non la bruciarono e così le fu conficcata una spada in gola.
Una leggenda narra che gli furono strappati gli occhi e lei stessa se li sarebbe rimessi tornando a vedere.
Morì martire a Siracusa nel 304 c.a. durante le persecuzioni di Diocleziano.
Viene festeggiata il 13 dicembre.
Il patrono delle Misericordie in verità è San Leopoldo ma fu lei resa patrona per la Chiesa che sorge al fianco della sede e per l'abbinamento con la Festa di Santa Lucia, durante la quale vengono distribuiti i pani benedetti.

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La storia del 118

Il 118 (Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica o SUEM) è il numero telefonico attivo in tutto il territorio italiano per la richiesta di soccorso medico per emergenza sanitaria. È un numero unico nazionale, è attivo 24 ore su 24 e sette giorni su sette, gratuito su tutto il territorio, sia da telefoni fissi che mobili.

118 numero unico dell'emergenza sanitaria
È stato istituito con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 467600 del 27 marzo 1992 (Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza).
Anche se il numero svolge il compito di unico referente nazionale per le emergenze sanitarie di ogni tipo, la gestione e l'organizzazione del servizio possono essere di competenza regionale, provinciale o anche di competenze alle singole Aziende Sanitarie Locali (Asl).
Il primo nucleo del 118 è nato a Bologna, in occasione dei mondiali di calcio. Il nucleo fu costituito intorno al gruppo Bologna Soccorso.
Il gruppo di Bologna Soccorso mostrò grande professionalità in diverse occasioni, tra cui la Strage del Rapido 904 (1984) e la Strage dell'Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno del 6 dicembre 1990. La coordinazione degli interventi permise in entrambe queste occasioni un rapido ed efficiente soccorso, rendendo manifesta la necessità di adottare piani di intervento simili anche in altre città.
Nel 1990 Bologna Soccorso era ancora un nucleo indipendente, ma già rispondeva al numero 118.
A partire dal 1992 furono costituite le centrali operative 118 anche in altre città, sulla base delle innovazioni introdotte a Bologna.
I punti di forza riguardavano principalmente la coordinazione delle varie associazioni di volontariato sanitario, i cui interventi venivano gestiti da un centro unico che impediva sovrapposizioni di interventi e incomprensioni; la gestione delle emergenze fu affidata a personale infermieristico appositamente preparato (con competenze di telecomunicazioni e informatica), mentre la parte medica venne affidata a medici responsabili.

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Il labaro

 

i due labari moderni

 

 

Come accennato nella pagina della storia il primo labaro risale al 1948, anche se l'intenzione di farlo tessere era di 24 anni prima.
Fabbricato in moella azzurra, 60x70, foderato, montato in cordiglio, con frange e nappe in oro grillotti. Aveva inoltre il fiocco tricolore.
Costò, compresa l'asta, £ 30.000 .
Appena dopo quattro giorni la sua "entrata ufficiale" fu portato a Lucca in occasione del 2° raduno delle Misericordie della Toscana.

Negli anni '90 invece fu fabbricato un labaro più moderno, quello che viene ancora utilizzato nelle ricorrenze.

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Le sette opere di misericordia corporali

- Dar da mangiare agli affamati
- Dar da bere agli assetati
- Vestire gli ignudi
- Alloggiare i pellegrini
- Visitare gli infermi
- Visitare i carcerati
- Seppelire i morti

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Il libro della Misericordia 

Titolo:  La Confraternita di Misericordia a San Giovanni Valdarno. 170 anni di storia
Autore: Bonci Paolo
Prezzo: € 20,00
Editore: Servizio Editoriale Fiesolano 
Altri dati: 264 pagine. Anno prima edizione: 2006. Fa parte della collana "700 S. Giovanni Valdarno".

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Il giornalino della Misericordia

Numero 1 del giornalino
Numero 2 del giornalino 

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Le torte di Osvaldo

Torta AmbulanzaPer numerosi anni sotto le logge del Palazzo di Arnolfo di Cambio, sono state preparate (sotto le istruzioni di Osvaldo) delle torte gigantesche. I pezzi di torta venivano venduti alla popolazione e i ricavati sono andati alla Misericordia o ad altre associazioni presenti nel territorio.

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 A cura della Confederazione Nazionale Misericordie è stata aperta una
sottoscrizione in favore dello popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo.
Le offerte possono essere versate presso la segreteria della Misericordia che rilascerà regolare ricevuta
o tramite versamento a
Monte dei Paschi di Siena -
Ag.6 cod.IBAN IT03Y 0103002806000005000036.

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